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Offline ambarambacicicoco

Unico obiettivo: fare il bene sempre meglio
« il: Febbraio 24, 2011, 19:58:43 pm »
Unico obiettivo: fare il bene sempre meglio
'Villaggio Solidale', volontariato a rapporto
A Lucca 4 giorni di confronti, esposizioni, dimostrazioni


di Maurizio Righetti

Volontari, corpi intermedi, terzo settore. Sono tanti i modi per definire chi, in maniera organizzata,agisce gratuitamente per alleviare i disagi del prossimo nelle tante, dolorose situazioni che la vita gli presenta davanti in forma stabile o in occasione di eventitragici quando non catastrofici. Ma una sola è la ragione che spinge all'azione gli operatori del bene: la solidarietà. Con tante motivazioni ideali che, però, hanno senso solo nella loro concreta applicazione. Spesso l'impegno non è sufficiente, troppe volte alla loro attività vengono posti ostacoli, invece che forniti sussidi. Dimenticando che il volontariato è insostituibile per la società e che il suo valore va ben al di là del, pur significativo, dato economico. Questo mondo variegato, complesso, sterminato per 4 giorni ha fatto il punto della situazione attuale e delle prospettive al quartiere fieristico di Lucca in occasione di "Villaggio Solidale, Salone italiano del volontariato". Con dibattiti, esposizioni, esercitazioni, dimostrazioni, spettacoli di impegno e a tema. E’ stata l’edizione zero, secondo gli organizzatori, per sottolineare che il cammino è proprio nella fase iniziale e che, nell'odierno momento economico-sociale, confrontarsi a largo raggio è inevitabile. E a Lucca c'erano tutti, con qualche defezione (necessitata, c’è da sperare)) dei politici, ma un dibattito, una partecipazione popolare ed un seguito degli organi di informazione scritta e radiotelevisiva che fanno bene sperare per un comparto del quale non si può fare a meno.

Un’opera insostituibile che coinvolge centinaia di migliaia di persone
Le associazioni di volontariato in Italia sono una colonna del welfare. Con milioni di persone implicate. Quasi 30 mila sono le associazioni iscritte agli albi locali. Ma il Centro Nazionale per il Volontariato, che da 25 anni studia il fenomeno a livello italiano, ha censito l'esistenza di più di 42.000 associazioni e tracciato la presenza di altre 10.000 realtà associative che raccontano una realtà considerevolmente più consistente di quella delle statistiche ufficiali con oltre 52.000 organismi di volontariato. Sono cifre contenute all'interno della banca dati che l'associazione di Lucca tiene e aggiorna dai primi anni '90. Ne emerge un movimento che coinvolge centinaia di migliaia di persone. Il 26,5% delle associazioni opera nel settore sanitario (dalla donazione di sangue al trasporto sanitario); il 20,7 è attivo nel sociale; il 14,9 nel socio- sanitario; il 7 nella protezione civile, il 5,3 nei beni culturali, il 4 nei beni ambientali, il 2 nel volontariato internazionale (il rimanente in altri settori). Fra le organizzazioni più radicate a livello nazionale ci sono l'Avis, l'Aido, la Croce Rossa Italiana, l'Acat, le Misericordie, le Pubbliche Assistenze, l'Auser, i Fratres, la Fir-Ser, il Club Alpino Italiano e l'Unitalsi. Ma esistono anche migliaia di piccole realtà legate ai territori. Le attività principali sono: donazione sangue (oltre 4500 associazioni in tutta Italia); pronto soccorso, con 3549 realtà; trasporto sanitario (3510); donazione organi (2510); formazione dei volontari (1909); volontariato ospedaliero (609). Ma ci sono altre opere che contribuiscono a migliorare il benessere e la qualità della vita, effettuate spesso insieme alle istituzioni pubbliche: gestione delle strutture, come quelle ricreative; tutela dei diritti; attività ambulatoriale; assistenza domiciliare, a malati terminali o a infermi; guardia medica; assistenza ai bambini; educazione alla cittadinanza; trasporto defunti;consultori e ricerca scientifica.

Dai politici qualche proposta
Tra i politici presenti a Villaggio Solidale, il vice presidente Parlamento Europeo,Gianni Pittella (Pd), avanza sei proposte: finanziamenti europei per lo scambio di buone pratiche, nuovi programmi di finanziamento per il volontariato, un libro bianco sul settore, defiscalizzazione delle donazioni, un osservatorio europeo e un tavolo interparlamentare. Per il leader Udc, Pierferdinando Casini,“ lo Stato deve fare un patto col volontariato, basato sull’autonomia”.Quanto alla riforma della legge-quadro, Casini propone "un tavolo di lavoro fra organizzatori di Villaggio Solidale e gruppi parlamentari per apportare miglioramenti con l'accordo di tutti". Claudio Morganti, europarlamentare e segretario della Lega Nord Toscana, dice: "Siamo dalla parte della gente, i bisogni che il volontariato copre, anche storicamente, trovano in noi piena condivisione". "La mia intenzione bipartisan – continua - è quella di costituire un gruppo di parlamentari, anche nazionali, che operino a favore del volontariato".

Zamberletti: pericoloso ridurre prontezza e flessibilità della Protezione Civile
Per il presidente del Centro nazionale volontariato, l’ex ministro ‘inventore' della Protezione Civile, Giuseppe Zamberletti," è indispensabile riportare il dipartimento al suo ruolo originario: previsione, prevenzione e interventi per l'emergenza". Sarebbe "estremamente pericoloso, come previsto dal Milleproroghe, ridurre l'agilità dei poteri della Protezione civile, che peraltro sono in capo al Presidente del Consiglio, con procedure che renderebbero impossibile la tempestività degli interventi e la loro conseguente incisività". La soluzione, per Zamberletti, è "stralciare quell'articolo del Milleproroghe".

Gabrielli: la riforma rischia di affondarci
Il Milleproroghe prevede riforme che affonderanno il dipartimento come il Titanic".Il capo della Protezione civile, Franco Gabrielli, a Villaggio Solidale dice che così quel provvedimento renderebbe quella italiana la "ex protezione civile migliore del mondo". Secondo Gabrielli, se il maxiemendamento passa così com'è stato concepito, il sistema di intervento sarebbe condizionato al parere del Ministero dell'economia: "Per funzionare, l'attivazione della Protezione civile ha bisogno d'una tempistica non maggiore di 36 ore”. La protezione civile è uno dei settori dove è più utile l'apporto del volontariato. Che va specificamente organizzato

Bertolucci: Il Salone è stato un successo, ma c’è molto da lavorare
Ai 4 giorni del Salone del volontariato italiano di Lucca, nei 7000 mq dell’area fieristica, c’erano 70 espositori. I relatori sono stati 143, 1950 le persone impegnate, 7000 i visitatori, 33 gli eventi culturali. Tra i patrocinatori dell’evento anche il Segretariato Sociale Rai. Maria Pia Bertolucci, vice presidente del Centro Nazionale. Volontariato fa un bilancio: "Siamo soddisfatti. A Villaggio Solidale abbiamo visto tante persone che hanno manifestato interesse e voglia di capire. Le questioni trattate sono state molte e continueremo a lavorarci nei prossimi mesi col contributo di tutti. Un grazie speciale ai volontari che hanno reso possibile l’evento”. A margine dei lavori, Maria Pia Bertolucci, ha voluto togliersi un sassolino dalla scarpe: “Questo sistema elettorale - si è lamentata - che non costringe i politici a scendere per strada, a sentire la gente, ha segnato in negativo anche l’interesse dei parlamentari per i problemi reali del Paese. Proprio quelli che il volontariato affronta nel quotidiano. Il distacco tra il palazzo e la gente è cresciuto e si sente”.

“Per quanto ci riguarda” , sottolinea la Bertolucci, “puntiamo a coinvolgere attivamente i giovani per contribuire alla creazione di una maggiore coscienza sociale che superi il rifiuto e l’emarginazione del ‘diverso’ e il rifugio nella vita privata e nell’indifferenza e che apra a nuove culture e a nuove forme di coesione e integrazione sociale. Ci proponiamo di coinvolgere sempre più attivamente i cittadini, di ogni età e cultura, nella cosa pubblica per far germogliare e crescere una forza sussidiaria a servizio del – e per il – bene comune, autonoma, ma collegata con tutte le istituzioni, da soggetto alla pari e non da semplice accessorio come spesso viene considerato dalle amministrazioni” .

Il fronte unito delle associazioni
I rappresentanti di alcuni delle massime associazioni hanno espresso le loro posizioni nei giorni della manifestazione. Marco Granelli, presidente del coordinamento Centri Servizio al volontariato: "Il taglio delle spese sociali nella finanziaria 2011 mette in discussione il 2° comma art.3 Costituzione, laddove lo Stato ha il compito di rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che... impediscono il pieno sviluppo della persona”. Fausto Casini, coordinatore Consulta Volontariato nel Forum del Terzo Settore:"La peculiarità italiana d'un sistema di welfare erogativo fa pensare, con minori risorse, a scenari poco differenti per il volontariato dato che, per natura, esso eroga servizi, non risorse. A cambiare le cose c’è invece un 'falso federalismo' che limita l’intervento dei Comuni".

Michele Mangano, presidente Auser: "L'Italia arriva tardi a definire interventi anticrisi rispetto ad altri paesi Ue che per rilanciare hanno tenuto conto della necessità di non mortificare la domanda interna. La crisi interroga anche il volontariato che vede crescere il bisogno, la domanda di aiuto, le forme di esclusione, la povertà che sta investendo pesantemente anche i ceti medi". Emma Cavallaro, presidente Convol (coordinamento fra presidenti di associazioni): "C’è il rischio che il volontariato possa ridursi a semplice gestore di servizi assistenziali sostitutivi delle responsabilità generali, tradendo così la sua vera missione". Franco Bagnarol, presidente del Movi: "Sostenere che con la crisi vada usato il volontariato è sbagliato perché lo Stato dovrebbe applicare il principio di sussidiarietà". "Ciò implica - aggiunge il presidente del Movi - che le associazioni non si accaparrino fette di welfare, ma operino con lo Stato per rispondere insieme alla crisi, senza sedersi a raccogliere commesse di pezzi di sociale dismessi a prezzi concorrenziali. Questa mentalità deve cadere: nello spirito giusto della sussidiarietà dobbiamo sederci al tavolo, capire che ci sono poche risorse e tirarci su le maniche

L'intellettuale è uno che non capisce niente, però con grande autorità e competenza. (Leo Longanesi)
 


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