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Offline ambarambacicicoco

Blancanieves
« il: Novembre 01, 2013, 18:44:02 pm »
Blancanieves

di Juana San Emeterio


di Pablo Berger, Spagna 2012, drammatico, (Movies Inspired) Maribel Verdú, Daniel Giménez Cacho, Ángela Molina,
Inma Cuesta, Macarena García, Pere Ponce, Ramón Barea, Josep Maria Pou, Emilio Gavira, Sofía Oria.


La favola dei fratelli Grimm continua a ispirare il cinema. Dopo le due Biancaneve hollywoodiane ecco la straordinaria versione spagnola che prende ispirazione dai riti e i suoni di questo Paese. Biancaneve non a caso è la figlia sfortunata di un torero.

Siamo nell’Andalusia tra gli anni ’10 e ’20 del secolo scorso. In una Siviglia luminosa, il celebre torero Antonio Villalta (Daniel Giménez Cacho) si prepara per la corrida. La plaza de torros è piena. In tribuna l’amata Carmen (Imma Cuesta), che è in attesa del loro figlio, freme a ogni movimento della muleta mentre il toro (sono sette) viene avanti. Ma ecco che accade la tragedia: Villalta viene incornato e perde l’uso delle gambe e delle braccia. Carmen muore dando alla luce una bambina, Carmencita. Disperato, l’uomo abbandona la piccola e diventa vittima di un’infermiera, Encarna (Maribel Verdù) che sposa. La bambina (Sofia Oria) cresce con la nonna, ballerina di flamenco (Angela Molina) ma alla sua morte va a vivere nella casa paterna con la malvagia madrigna. Qui viene trattata male dalla donna ma recupera un rapporto con il padre che le insegna l’arte della tauromachia. La perfida Encarna però uccide il padre e quella dolce ragazzina (Macarena Garcia) è costretta a fuggire nel bosco dove per fortuna trova sette nani toreri. Prende il nome di Blancanieves e comincia a fare il torero. Ma una mela avvelenata.

Il film del regista basco Pablo Berger, pluripremiato in patria, è un gioiello girato in un abbagliante bianco e nero, senza parole, con l’accompagnamento della straordinaria musica di Alfonso de Vilallonga. Un film muto, una sfida riuscita, forse anche più sorprendente del francese “The Artist”, premiato con l’Oscar. Un’opera fantastica che spoglia la fiaba dalla magia, ma ne esalta i sentimenti umani descritti nella storia: la perfidia, l’invidia, la disperazione, l’umiliazione e l’amore. Con la forza di una rappresentazione fatta di sguardi e immagini potenti, suoni e suggestioni gotiche. Un film muto quanto mai moderno e sorprendente anche se ha tutto il sapore del passato. Da vedere.

Fonte TelevideoRAI

L'intellettuale è uno che non capisce niente, però con grande autorità e competenza. (Leo Longanesi)
 


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