Autore Topic: Firme per sollecitare interventi pubblici: Alzheimer, dormono anche le Regioni.  (Letto 1130 volte)

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Offline ambarambacicicoco

Firme per sollecitare interventi pubblici: Alzheimer, dormono anche le Regioni.
Fermo da un anno il piano per il Lazio

di Maurizio Righetti

Alla Camera e al Senato sono giacenti due disegni di legge molto simili fra loro che prevedono interventi in favore dei malati di Alzheimer e dei loro familiari. Indicazioni quadro che risponderebbero alle pressanti sollecitazioni della Ue che ha dichiarato l'Alzheimer “priorità di salute pubblica”. Ma in un settore nel quale le competenze sono in capo alle singole Regioni, le leggi possono – e devono – essere emanate a quel livello. E, diligentemente, la Regione Lazio, con il "Piano Regionale in favore di soggetti affetti da malattia di Alzheimer e altre forme di Demenza" si era mossa oltre un anno fa. Ma tutto si è fermato anche stavolta. Lo denunciano le organizzazioni dei malati.

Cannavale: dal pubblico risposta molto carente
“Eppure - denuncia Vincenzo Cannavale, Pres. di Alzheimer Anziano Fragile – nel Lazio si contano almeno 50.000 malati di demenza, oltre 33 mila sono Alzheimer. Non si guarisce e la malattia può durare anche 20 anni e porta alla completa inabilità. I costi diretti e indiretti per ogni paziente vanno da 20.000 a 50.000 euro l'anno. Oltre 100.000 familiari del Lazio che assistono un malato di Alzheimer o di altra Demenza sono in gravissime difficoltà perchè l'80% dei costi grava sulla famiglia e l'assistenza pubblica è estremamente carente”. Una situazione drammatica che, senza essere in qualche modo governata, può davvero finire pericolosamente fuori controllo.

Carbone: malattita da affrontare con approccio globale
“L’Alzheimer – sottolinea Gabriele Carbone, responsabile del Centro Demenze dell’Italian Hospital Group di Guidonia, struttura italiana di eccellenza in tutte le sue articolazioni (Centro diurno, reparti di degenza, UVA) – è una malattia non guaribile che bisogna affrontare con un approccio globale alla cura delle persone colpite e dei suoi familiari, offrendo una rete integrata di servizi che possa rispondere alle esigenze socio-sanitarie che si manifestano nel lungo decorso della malattia (10-15 anni), garantendo una continuità assistenziale con la giusta intensità di assistenza, prevedendo luoghi di cura ad hoc e soprattutto privilegiando l’assistenza domiciliare che, per la natura stessa della malattia, è il luogo più idoneo per ‘prendersi cura’ di questi pazienti”.

Già partita nel Lazio la raccolta delle firme a favore di una legge Serve allora, dopo lo strepitoso successo della sottoscrizione nazionale, un'altra raccolta di firme. E il Lazio fa da apripista per sollecitare l'approvazione del provvedimento che, presentato da Alessandra Mandarelli al Consiglio Regionale il 30 giugno 2010 con il n°35, è poi rimasto fermo.

L'adesione può essere data nei seguenti modi: inviando una mail con nome e cognome a: alfaonlus@libero.it ; sottoscrivendo un apposito modulo che si può richiedere all'associazione (Via san Quintino 47, 00185 Roma tel.0669305443); firmando su www.firmiamo.it/nontiscordardime

Fonte TelevideoRAI

L'intellettuale è uno che non capisce niente, però con grande autorità e competenza. (Leo Longanesi)
 


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