Autore Topic: Un asilo nido a Montecitorio?  (Letto 1023 volte)

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Offline ninfea

Un asilo nido a Montecitorio?
« il: Marzo 25, 2013, 21:55:21 pm »

Le neo mamme deputate lo vorrebbero. A servizio dei deputati c’è di tutto: ristoranti, infermeria, una saletta per i massaggi, palestra, barberia per soli uomini


Laura Preite


Nessun fasciatoio nei bagni, una stanzetta allestita accanto alla tribuna stampa per l’allattamento, impossibile portarsi il bambino alle votazioni. Di asilo, nemmeno a parlarne. È questa l’esperienza delle neo mamme deputate. Loredana Lupo, 32 anni, deputata del Movimento 5 stelle e un bambino di un mese e mezzo, da subito ha capito che portare suo figlio a Montecitorio non sarebbe stato facile: “Ho dato per scontato che sarei potuta entrare, io devo allattarlo, ma l’etichetta non prevede una carrozzina. Dopo il primo giorno (quando il bambino ha aspettato fuori assistito dalla nonna, ndr), si sono organizzati, mi hanno comunque dato una stanzetta per l’allattamento con un fasciatoio, accanto alla tribuna stampa dell’emiciclo”. Lupo divide quella stanza con la collega di partito, Gessica Rostellato. Prima di loro fu Donatella Poretti, esponente radicale a usufruire di quello spazio. “Al Parlamento non te lo immagini - continua- da donna e mamma, pensi che qua, nelle istituzioni, bisogna dare l’esempio”.

 
A Montecitorio c’è di tutto: dai ristoranti, all’infermeria, a una saletta per i massaggi, alla palestra, alla barberia, quest’ultima per soli uomini. L’esigenza di accogliere bambini e in particolare, di aprire un asilo nido “aziendale”, magari aperto a tutta la città, si è presentata più volte, l’ultima durante la passata legislatura, ma senza arrivare a un risultato. Il comitato pari opportunità di Montecitorio (che lavora in sinergia con le pari opportunità della presidenza del Consiglio dei ministri) aveva proposto un asilo per le dipendenti della Camera, per le deputate e per i cittadini. Nel centro storico, infatti, non ci sono strutture simili. Diverse le parlamentari che avevano sollevato il problema, Chiara Moroni, Giulia Bongiorno, Nunzia De Girolamo, tutte neo-mamme. Anche il presidente Gianfranco Fini era sensibile al tema. Tutti avrebbero pagato una quota. Anche il sindaco di Roma Gianni Alemanno aveva dato disponibilità ad aprire la Ztl ai genitori, negli orari di entrata e uscita dei bambini ma il progetto non arrivò nemmeno all’Ufficio di presidenza della Camera. 

Insormontabili gli ostacoli, dalla tutela della Sovraintendenza ai beni culturali sul palazzo (e che cozza con le norme di sicurezza che una struttura che accoglie bambini deve avere) alla deroga che sarebbe servita per andare oltre l’obbligo – stabilito per legge – che ogni asilo abbia uno spazio verde. Ciò che ha bloccato tutto, però, spiegano fonti di Palazzo, è stata l’ insufficiente volontà politica e il “vento anticasta” che cominciava a soffiare. Nei tagli è caduto, prima di nascere, anche il progetto asilo.

Qualcosa però ai ministeri si è mosso. Stefania Prestigiacomo durante il suo mandato al ministero alle Pari opportunità è riuscita a creare un asilo a palazzo Chigi che ospita trenta bambini e un altro è nato al ministero dell’Economia che offre un servizio più esteso ai ragazzi fino ai 14 anni.

Quel tentativo dei Verdi non appoggiato da Nilde Iotti 

Tra le prime a chiedere che Montecitorio fosse più a misura di mamma e bambino fu nella decima legislatura, Laura Cima. Era il 1987, i Verdi entravano a Parlamento, e Cima, capogruppo, un bambino di tre anni, confidava di poterne aprire uno: “C’era Nilde Iotti presidente, pensavo che avrei avuto il suo appoggio ma non arrivò. Invece mi hanno aiutato diversi uomini che come me avevano bimbi piccoli, ma non c’è stata sufficiente volontà politica”. Allora i bambini sotto gli 11 anni non potevano entrare: “Mi sono arrabbiata, lavoravo fino a tardi, non potevo fare altrimenti che portare mio figlio con me. Per me hanno fatto una deroga, i commessi hanno fatto da baby sitter a mio figlio, gli facevano i palloni con la carta e giocavano nei corridoi. Io chiedevo un asilo aperto alla città, non un privilegio”.

Un parlamento più rosa lo realizzerà? 

Le parlamentari si mostrano favorevoli al progetto. Lupo spiega: “Il Parlamento deve aprirsi alle donne, a tutte quelle che lavorano. Ora che è più femminile (il 30% di deputate, la percentuale più alta mai raggiunta, ndr) spero che rifletteremo sulla possibilità di aprire un asilo nido. Per i tagli alla casta si è tagliato anche questo, un diritto è diventato un privilegio, io vorrei che non fosse così”. Anche Barbara Saltamartini, responsabile Pari opportunità del Pdl, è d’accordo: “Sono favorevolissima a un’iniziativa bipartisan e non solo tra donne, non deve essere un problema femminile. Laddove ci sia la richiesta noi l’appoggeremo”. 

Conferma apertura anche la responsabile donne del Pd, alla sua prima legislatura, Roberta Agostini: “Siamo un paese in debito di asili nido, se si facesse andrebbe aperto alla città e alle lavoratrici della Camera. Con questo taglio è una buona idea perché sarebbe un servizio per tutti. Discutiamone perché no? Ci sono moltissime giovani elette e ciò fa la differenza. E poi gli asili nido servono anche ai papà, non lo dimentichiamo, perché condividano le gioie della paternità”. 


 :offeso:  scusatemi ma non concordo, con tutte le agevolazioni che già hanno e uno lo stipendio faraonico si possono benissimo permettere di pagare una baby sitter o governante...
e se devono allattare possono permettersi di rimanere a casa, esiste la "maternità" periodo che consente alla neomamma di curare e crescere il baby o dobbiamo anche pagare per i pannoloni che utilizzano??
                                  
 

Offline Sampey

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Re:Un asilo nido a Montecitorio?
« Risposta #1 il: Marzo 26, 2013, 07:40:46 am »
Le neo mamme deputate lo vorrebbero. A servizio dei deputati c’è di tutto: ristoranti, infermeria, una saletta per i massaggi, palestra, barberia per soli uomini


 :offeso:   scusatemi ma non concordo, con tutte le agevolazioni che già hanno e uno lo stipendio faraonico si possono benissimo permettere di pagare una baby sitter o governante...
e se devono allattare possono permettersi di rimanere a casa, esiste la "maternità" periodo che consente alla neomamma di curare e crescere il baby o dobbiamo anche pagare per i pannoloni che utilizzano??




Condivido in pieno quanto detto da Ninfea     anche se sono un papà  e a questa tornata elettorale  ho preferito M5S .....


......L'emozione di una cattura al di la delle dimensioni della preda e della tecnica, conserva sempre intatto il suo fascino che stimola l'istinto umano di predatore!
 

Offline ambarambacicicoco

Re:Un asilo nido a Montecitorio?
« Risposta #2 il: Marzo 26, 2013, 08:32:34 am »
se nell'asilo richiudessimo tutti i signori senatori e deputati?  :dance2:
poi ci metterei delle maestra di quelle tipo asilo "Cip e Ciop"  botte

L'intellettuale è uno che non capisce niente, però con grande autorità e competenza. (Leo Longanesi)
 

Offline pinkfloyd

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Re:Un asilo nido a Montecitorio?
« Risposta #3 il: Marzo 26, 2013, 19:16:07 pm »
 botte botte botte

Se vogliono  avere bambino nella politica e non riesce statene a casa come facciamo noi  :offeso:
Vivi e lascia vivere, perché niente è più importante della vita, quindi fregatene di ciò che pensano, fregatene di chi non ti è amico, fregatene di chi parla alle tue spalle, vivi alla faccia di coloro che sono invidiosi, vivi alla faccia di chi è falso, dimentica chi ti ha fatto male e sorridi, si indifferente al suo pensiero e ricorda che... il vero amico sei solo tu! Straordinaria follia.
 

Offline ninfea

Re:Un asilo nido a Montecitorio?
« Risposta #4 il: Marzo 26, 2013, 21:35:35 pm »
   ...anche se sono un papà  e a questa tornata elettorale  ho preferito M5S .....

il problema non è chi si ha votato, ma il fatto è che quando arrivano all'ambito seggiolino d'incanto dimenticano tutti i buoni propositi... 
e poi diciamocela tutta possibile che non c'è un limite all'esagerazione??



se nell'asilo richiudessimo tutti i signori senatori e deputati?  :dance2:
poi ci metterei delle maestra di quelle tipo asilo "Cip e Ciop"  botte

perdonami ma credo che abbiamo già pagato abbastanza per i loro capricci e dobbiamo ancora pagare anche per farli   botte botte  ?? 
((al contrario ci sarebbero molti volontari  :esclama: :esclama:  disposti a sacrificare il prezioso tempo per dedicarsi... al sociale   :winko:  ))

 :ciao:
                                  
 


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