Autore Topic: Raccolta di abiti usati: la nostra inchiesta  (Letto 561 volte)

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Offline ambarambacicicoco

Raccolta di abiti usati: la nostra inchiesta
« il: Marzo 20, 2014, 19:11:17 pm »
Raccolta di abiti usati: la nostra inchiesta
20 marzo 2014


Che fine fanno gli abiti che getti nei cassonetti? Il fine di chi se ne occupa è quello di donarli, rivenderli per una buona causa o riciclarli. Ma c'è anche chi potrebbe usare i tuoi abiti per i propri guadagni. Ecco come riconoscere i cassonetti sospetti e accertarti delle finalità di chi gestisce la raccolta.


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Secondo Humana, la onlus che promuove la cultura della solidarietà dello sviluppo sostenibile, ricicliamo solo il 12% dei rifiuti tessili. Tradotto, significa che per ogni persona si racimolano soltanto un chilo e 600g di abiti usati, una media inferiore a quella europea. Sono questi i numeri della nostra inchiesta sulla seconda vita degli indumenti usati. Se incentivata e ben condotta, la raccolta potrebbe arrivare ad assorbire circa 6 chili all’anno per persona, stabilendo un ciclo virtuoso del prodotto con benefici per l’ambiente e ridistribuzione delle risorse.


Riciclando un chilo di vestiti smessi, comporta un risparmio di 6.000 litri d’acqua, 200 g di pesticidi e 300 g di fertilizzanti. La raccolta degli indumenti usati, attraverso i cassonetti disponibili nei Comuni italiani, si traduce per il 50-70% nella rivendita e nella donazione ai bisognosi, inviati anche oltreconfine, per il 20-30% nel riciclo e, per il 10%, nello smaltimento.

Come riconoscere un contenitore abusivo?

Sul contenitore per la raccolta degli indumenti devono essere indicati i recapiti telefonici e il sito web dell’azienda. C’è da insospettirsi se è indicato soltanto un numero di cellulare o se manca l’indirizzo fisico della società. E poi deve essere indicata la finalità dell’iniziativa. Chi ha dubbi sulla conformità del contenitore sotto casa, può anche verificarne la regolarità telefonando al proprio Comune, che possiede la mappatura completa dei contenitori autorizzati.

I consigli per ridurre gli sprechi

  • Se il capo è in buono stato, prova a rivenderlo presso un negozio dell’usato o a scambiarlo con amici e parenti;
  • Metti l’usato in sacchetti ben chiusi (anche accessori e scarpe) nei contenitori della raccolta;
  • Assicurati che il cassonetto appartenga a un servizio autorizzato: cerca sempre il logo delle associazioni caritatevoli. Nel dubbio, puoi contattare il Comune e chiedere se quel cassonetto è autorizzato;
  • Ricorda che i contenitori degli abiti usati non sono una discarica: non portare rifiuti di altro tipo.

Dal sito di Altroconsumo




L'intellettuale è uno che non capisce niente, però con grande autorità e competenza. (Leo Longanesi)
 

Offline ninfea

Re:Raccolta di abiti usati: la nostra inchiesta
« Risposta #1 il: Marzo 20, 2014, 23:05:33 pm »

peccato che questi cassonetti spesso sono bersagli preferiti per i bulletti di turno, che per divertimento li incendiano...

nel comune dove vivo, le scarpe da ginnastica usate, vengono ritirate anche nelle scuole   :yes:  e riutilizzate per i tappeti da giardinetti dove i bimbi possono andare suscivoli e altalene senza farsi male   :yes:

gli abiti non vengono nemmeno ritirati più dalle chiese...  personalmente li consegno a una persona di fiducia che provvede personalmente a consegnarli ad una comunità di bimbi down  :)   e so che arrivano a destinazione   :yes:
ho insegnato ai miei figli a rinunciare a qualcosa, fin da piccoli per poter aiutare i bimbi meno fortunati e ogni Natale abbiamo sempre acquistato insieme un gioco nuovo da regalare   :yes:  un piccolo gesto ma un grande significato   :winko:

                                  
 


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